Un nuovo approccio in medicina veterinaria: la kinesiologia applicata

 

Riassunto. Con il presente articolo si vuole analizzare una nuova possibilità diagnostica e terapeutica in grado di portare sicuri benefici a chi, come veterinario, si occupa di medicina complementare e a chi, come paziente, si trova ad affrontare una patologia così impegnativa e frustrante.

 

Nell’unità dell’azione terapeutica atta a riequilibrare la disarmonia di cui il soggetto è affetto, si possono individuare due tipi di approcci ( allopatico ed energetico ) che conducono a tre gradini di intervento: kinesiologico, omeopatico - omotossicologico, floriterapico.

 

Parole chiave: ALIMENTAZIONE, KINESIOLOGIA, OMOTOSSICOLOGIA, FLORITERAPIA

 

Abstract: As the case presented illlustrates, applied kinesiology can be extremely helpful in diagnosis and assessment of follow-up therapy and final prognosis. The case may also serve as a stimulus for further thoughts on the effects that a systematic use of vaccines may have on the totality of the patient.

 

 

Keywords: Osteochondrosis dissecans, Lyme, kinesiology, homotoxicology, Bach essences.

 

Introduzione

 

§260. “Per i malati cronici

la ricerca accurata degli ostacoli alla guarigione

è ancora necessaria, poiché la loro malattia

di solito è stata aggravata da errori,

spesso sconosciuti, del regime di vita” (1)

 

Hanehmann Organon

 

 

Negli ultimi anni l’alimentazione degli animali ha subito un grande cambiamento: la maggior parte dei cani e dei gatti vengono alimentati con cibi preconfezionati, la cui origine viene garantita dalla stessa ditta che li vende ( mi sono sempre chiesto se una ditta che vende il prodotto ha interesse a denigrare il prodotto stesso)

Proprio in concomitanza con l’insorgere di tutta una serie di problematiche allergiche legate ad un fattore alimentare, sono ora disponibili in commercio una ampia gamma di prodotti dietetici definiti “ ipoallergici “.

Additivi chimici, conservanti, residui farmacologici, ( da sottolineare il regime dietetico a base di mangimi medicati e le ripetute vaccinazioni a cui sono sottoposti gli animali da allevamento da cui originano i cibi per i cani e gatti.) , pesticidi ed inquinanti vari sono le tossine a cui principalmente vengono in contatto i nostri amici. 

Lo stesso tipo di tossine possono essere presenti anche nel cibo fresco, nel “ pastone “, a meno che ( cosa molto rara ) non si usino prodotti biologici.

Oltre a questo , grazie alla selezione genetica, si non create razze particolarmente sensibili a livello cutaneo e intestinale.

La diagnosi di allergia alimentare richiede dapprima l’esclusione di altre cause di dermatosi allergiche che comprendono l’atopia ( termine vago ed oscuro ), la dermatite da morso da pulci, la presenza di parassiti e la ipersensibilità ai farmaci.

 

L’organismo, in presenza di queste tossine, reagisce sempre con una qualche forma di “ centrifugazione “: attraverso la pelle con desquamazioni, pruriti, dermatiti soprattutto dorso - lombari, forfora, pomfi, eczemi ( di solito umidi in caso di sintomi acuti ), ispessimenti cutanei o lignificazione ( in caso di patologie croniche ); attraverso l’orecchio con dermatiti del padiglione auricolare , otiti ceruminose semplici o complicate da sovrinfezioni batteriche; attraverso l’apparato gastroenterico con vomito e diarrea ( acuta e cronica ) anche emorragica, meteorismo, flatulenze, muco, replezioni delle ghiandole anali ed aumento della quantità di erba ingerita; attraverso l’occhio con epifora, fotofobia, congiuntivite e cheratite. ( 2 )

La situazione di solito si complica ulteriormente con l’uso di terapie soppressive a base di cortisonici ed antibiotici , molto usati, nella fase iniziale della patologia, per controllare soprattutto le manifestazioni acute ed iperacute.

Le situazioni croniche sono le più subdole sia da diagnosticare che da curare e possono essere la base da cui originano altre patologie più complesse.

L’evidenziazione di quelle sostanze che creano una disarmonia, sia se ci troviamo di fronte a delle manifestazioni patologiche evidenti, sia , come sana profilassi, se ancora il soggetto non ha alcun sintomo, rappresentano un punto fermo in ogni intervento terapeutico.

L’obiettivo della terapia in caso di allergie è frenare ‘apporto di tossine e favorire l‘escrezione delle stesse.

 

 

 

“ Chi è desideroso di recuperare la salute 

può trovare persino sulla tavola dei principi degli alimenti

che rispondono a tutte le esigenze di un regime conforme alle leggi di natura“ (3 )

Le malattie croniche Hahnemann

 

 

 

La visione allopatica 

 

Il tubo digerente rappresenta la maggior fonte di apporto antigenico dell’organismo. Le ripetute terapie antibiotiche sono solo una delle cause dell’aumento della permeabilità intestinale con conseguente assorbimento di antigeni e formazione di immunocomplessi.

Il fegato in questo senso gioca un ruolo strategico fondamentale sia per la sua funzione di biotrasformatore sia per la ricchezza di cellule appartenenti al sistema che regola l’immunità umorale mediata dagli anticorpi.

Attraverso la circolazione portale arrivano i complessi antigene anticorpo provenienti dal tubo digerente, attraverso la circolazione arteriosa i complessi provenienti dalla circolazione sistemica.

 Il fegato svolge una funzione di filtro per raccoglie l’eccesso di apporto antigenico, che se raggiungesse gli organi generatori della risposta immunitaria, darebbe luogo ad una reazione eccessiva ed inutile.

Filtra gli immunocomplessi e anche le tossine chimiche presenti nel cibo; quest’ultime vengono sottoposte a diverse trasformazioni che ne modificano la loro attività: prima vengono disattivate attraverso reazioni di ossidazioni, riduzioni ed idrolisi, poi coniugate con l’acido glucoronico per essere eliminate attraverso la bile.

Oltre a ciò il fegato interviene sintetizzando anche una serie di sostanze che potenziano o amplificano la risposta immunitaria. ( 4 )

La capacità di metabolizzare le sostanze ambientali nocive non è illimitata e si esaurisce quando il carico complessivo si fa troppo pesante o dura troppo a lungo; l’iperafflusso di tossine al parenchima epatico porta così ad una situazione di sovraccarico con conseguente fallimento funzionale.

Il quadro clinico dell’allergia si manifesta proprio quando il fegato non è più in grado di filtrare ed eliminare queste tossine. ( 5 )

 

 

La visione energetica cinese

 

Dal punto di vista della Medicina Tradizionale Cinese, la pelle è l’involucro più esterno a contatto con il macrocosmo, quindi suscettibile agli attacchi delle Energie perverse esterne. La cute fa parte del meridiano del polmone il quale - nel circolo KO - controlla il fegato: il metallo distrugge il legno.

Il viscere accoppiato è l’intestino crasso che “ ha l’incarico dei transiti , emana i residui della trasformazione “, cioè rappresenta la fase finale della digestione. Non è infrequente nella pratica trovare un fegato con un eccesso di energia che si “ rivolta “ contro il polmone e che quindi produce patologie cutanee; oppure casi in cui un eccesso di calore interno che viene disperso in superficie dia altri sintomi cutanei soprattutto con una alimentazione ricca di cibi ch “ riscaldano “.

Tonificare il fegato, quindi, soprattutto nella stagione nella quale deve essere al massimo dell’energia, vale a dire la primavera, risulta un fattore molto importante nel paziente suscettibile di patologie cutanee stagionali .

 

 

Kinesiologia applicata e nutrizione

 

Nel panorama delle medicine alternative che vengono utilizzate in medicina veterinaria, la kinesiologia applicata offre un’opportunità completamente nuova sia per quanto riguarda l’aspetto diagnostico sia per quello terapeutico.

Tralasciando le spiegazioni tecniche di base dei test muscolari che sono di pertinenza di un seminario più approfondito, verrà presa in considerazione solo la tecnica sulle allergie alimentari: l’individuazione di quali alimenti possono creare dei problemi all’animale e quali, invece, apportano una giusta quantità di energia.

Per l’impossibilità di agire direttamente sul muscolo dell’animale, viene utilizzato un sostituto, una persona che per così dire, amplifica il linguaggio corporeo dell’animale.

Questa persona può essere il proprietario dell’animale oppure un assistente oppure un collega.

Visto che l’obbiettivo del test muscolare è quello di selezionare una dieta che il più possibile si avvicini alle esigenze del soggetto, è opportuno farsi portare in ambulatorio al momento della visita, tutto ciò che abitualmente mangia l’animale, oltre a quello che si vorrebbe dare in sostituzione.

Gli alimenti vanno preparati singolarmente seguendo le modalità di somministrazione ( cibi cotti o crudi ) e confezionati con una pellicola di domopack..

Una volta accertatala causa alimentare, ( anche in questo caso la K.A. offre una modalità sicura di diagnosi che comunque prenderebbe troppo spazio all’articolo )si posiziona l’animale e il sostituto per il test.

La cosa fondamentale è che siano in contatto: la modalità più semplice è adagiare l’animale sul tavolo da visita e posizionare il sostituto in piedi, a fianco all’animale facendo in modo che con una mano tocchi il paziente; l’altro braccio risulterò libero per i test muscolari.

Dopo esseresi accertati della corretta funzionalità muscolare del sostituto ( Muscolo indicatore forte ), ( 5 ) gli alimenti, tolti dal loro involucro, vengono applicati il più vicino possibile, sempre in contatto, alla bocca dell’animale e quindi si testa il muscolo.

 

A questo punto ci troviamo di fronte a tre possibilità:

 

  • il muscolo cede: l’alimento testato crea un problema al soggetto; semplicemente possiamo dire che toglie energia al soggetto o che quest’ultimo ne impiega troppa per assimilarlo.

 

  • il muscolo non cede: l’alimento non indebolisce il sistema, ma non necessariamente viene considerato ancora adatto. Un alimento deve apportare la giusta quantità di energia, ne troppa né troppo poca e non deve in nessun modo alterare la funzionalità muscolare

 

  • il muscolo non cede, neanche disattivando il muscolo applicando il polo nord di una calamita: questo è il caso di un alimento che da troppa energia o comunque interferisce con la funzionalità muscolare.

  •  

 

Riassumendo, il cibo che viene selezionato per una dieta adatta al soggetto il quel momento deve rispettare l’esatta funzionalità muscolare: non deve indebolirlo né renderlo iperattivo.

Se la seduta di kinesiologia viene fatta per risolvere un problema di allergia, la dieta verrà modificata, a seconda dei risultati dei test, in maniera drastica, cioè verranno tolti gli alimenti che creano un problema e sostituiti con altri che l’organismo tollera bene.

Se, invece, si imposta un discorso preventivo si ha la possibilità di verificare gradualmente la sensibilità alimentare dell’animale aggiungendo un alimento per volta e aspettando eventuali reazioni ( che di solito non accadono proprio perché il cibo è stato testato ).

Durante questi ultimi anni il nostro ambulatorio si è occupato attivamente di ricerca in campo energetico e abbiamo potuto constatare personalmente l’efficacia di questa tecnica che permette di snellire enormemente la procedure di diagnosi ed evitare all’animale penose e lunghe diete ad eliminazione.

Per quanto riguarda la possibilità che anche il sostituto sia allergico o intollerante ad un determinato cibo e possa interagire sull’esito del test, il problema può essere risolto i vari modi: per prima cosa bisogna dire che se il test è eseguito correttamente, difficilmente il sostituto riesce ad interferire sul test; poi si può testare direttamente il sostituto per valutare a quali alimenti è sensibile e, qualora risultasse positivo a qualche cibo, consigliargli di rivolgersi ad uno specialista di kinesiologia; oppure si può cambiare il sostituto e confrontare i risultati ottenuti.

I cibi responsabili di fenomeni allergici possono essere i più vari: facendo un esempio, quanto mai banale, un alimento che quasi sicuramente risulta positivo ai test muscolari è la carne di maiale, ricca tra l’altro di ammine vasoattive; possono però risultare positivi anche la frutta e la verdura così come il pesce e la pasta o il riso.

Solo così si riesce a creare una dieta ad hoc, in grado di rappresentare la base per una qualunque terapia atta a fronteggiare i sintomi fisici e comportamentali che l’allergia comporta.

 

Omeopatia - omotossicologia 

 

Quando ci troviamo di fronte a delle reazioni periferiche come diarree, dermatiti, otiti o congiuntiviti, soprattutto se sono manifestazioni di tipo acuto o subacuto, significa che il soggetto possiede una buona energia vitale, in grado ancora di “ centrifugare “ le tossine attraverso un meccanismo di vicariazione regressiva.

In particolare l’eliminazione di tossine attraverso la cute, considerata dal terapeuta biologicamente vantaggiosa, negli animali comporta diversi problemi che coinvolgono direttamente il proprietario:

 

  1. complicazioni batteriche causate dal grattamento

  2. autolesionismo marcato dovuto al prurito

  3. produzioni di secrezioni e cattivi odori

  4. inestetismi dovuti alla mancanza di pelo

 

Il sintomo prurito è di gran lunga il problema più sentito dall’animale e dal proprietario ed è quello che spinge di solito il veterinario ad una quanto mai spiccia terapia soppressiva.

Le conseguenze pratiche dei ragionamenti di fisiologia e medicina tradizionale cinese fatti precedentemente, ci portano invece ad agire, in qualche modo, principalmente a livello epatico.

Vediamo in sintesi quali sono i rimedi che più comunemente vengono usati in omeopatia per stimolare la funzionalità epatica.

 

Lycopodium: ipertrofia epatica con dolore alla palpazione, sazietà dopo pochi bocconi, meteorismo; presenta un caratteristico peggioramento tra le 16 e le 20.

 

Chelidonium: rimedio usato in caso di ittero; agisce elettivamente sul lobo destro del fegato e sulla vescica biliare; utile in presenze di litiasi biliare.

 

Cardus Marianus: agisce sul lobo sinistro del fegato diminuendo la congestione epatica e la stasi portale.

 

Phosphorus: utile quando siano presenti dei danni al parenchima epatico, con aumento delle transaminasi; tendenza alla degenerazione grassa.

 

Nux vomica: se il problema epatico è una conseguenza dell’ingestione di cibi avariati; sono presenti feci dure.

 

Aesculus hipp.: congestione epatica con ittero.

 

Taraxacum: agisce sulla congestione portale favorendo il drenaggio.

 

Cynara scolymus: tonico con effetto stimolante le funzioni disintossicanti epatiche.

 

Fel tauri: disfunzioni epatiche con disturbi della disintossicazione, aumento della peristalsi con lievi manifestazioni gastroenteriche.

 

Il rimedio omotossicologico che più di tutti si è rivelato importante sotto questo profilo è Hepeel. Sia la somministrazione orale di una compressa tre volte al dì, sia quella parenterale di una fiala al dì sottocute, hanno dato ottimi risultati. I cicli di terapia venivano sempre continuati per un certo periodo dopo la remissione dei sintomi.

 

L’effetto comunque è sempre rapido e duraturo.

Un altro rimedio che è risultato molto utile è Lycopodium compositum; in alternativa all’Hepeel o associato con la posologia di una fiala sottocute ogni tre giorni.

Solo in certi casi, soprattutto se il soggetto aveva utilizzato la cute come emuntore per lungo tempo, , è stato usato Psorinoheel, 10 gocce tre volte al dì.

Con questi rimedi, usati a basse diluizioni, si effettua una stimolazione e un drenaggio a livello fisico; è importante sottolineare il fatto che comunque la “ repertorizzazione “ , quando è possibile, può portare alla scelta di rimedi omeopatici unitari più consoni alla totalità del soggetto. In questo caso sarà cura del terapeuta valutare caso per caso la diluizione e l’eventuale associazione con la floriterapia.

Sia i rimedi omotossicologici sia i rimedi floreali vengono sempre testati con la tecnica kinesiologica per ottimizzare la scelta terapeutica.

 

 

Floriterapia ed allergie alimentari 

 

Due sono le opportunità che la floriterapia ci offre per aiutare gli animali che presentano queste problematiche.

 

La prima è quella di agire in superficie, usando cioè quei rimedi floreali che agiscono sugli squilibri comportamentali-emozionali che la patologia in quel momento crea; il soggetto si trova ad affrontare una situazione di forte disagio emotivo per l’estremo nervosismo causato dall’inteso prurito; per gli stress continui dovuti alle ripetute visite veterinarie ed alle analisi a cui è sottoposto; per la sensazione di sentirsi sporco e “ contaminato “. Il tutto viene sicuramente aggravato dalle ansie del proprietario che, qualche volta, deve confrontarsi con manifestazioni anche molto violente.

 

La seconda opportunità ci permette di andare molto più in profondità, analizzando quali situazioni emozionali possono essere ricollegate all’origine dello scatenarsi di una sindrome allergica.

Facciamo un esempio: in una situazione di consolidata tranquillità, un giorno, il proprietario porta a casa un altro animale; immediatamente si rompe un equilibrio. Il primo animale subirà uno stress molto forte e, secondo le sue modalità, reagirà a questa situazione; molto brevemente possiamo evidenziare tre possibilità: in maniera sicotica non accettando mai il nuovo arrivato e manifestando aggressività; in maniera sifilitica subendo la situazione con possibili manifestazioni autorepressive; in maniera psorica adattandosi e accettando la nuova situazione.Il cibo che in quel periodo mangerà sarà “ contaminato “ da questa nuova situazione stressante e l’organismo, ogni volta che entrerà in contatto con quel cibo, lo assocerà ad un evento stressante.

A questo proposito bisogna ricordare che gli animali, al contrario degli uomini, non hanno la capacità di portare alla memoria in maniera consapevole i ricordi, ma qli stessi affiorano autonomamente quando sono collegati a determinate situazioni. Vale l’esempio del cane che manifesta la sua paura solo quando è in ambulatorio o nelle sue immediate vicinanze e non il giorno prima della visita.

 

Possiamo quindi parlare anche di tossine emozionali legate al cibo, e in questo caso la floriterapia gioca un ruolo fondamentale.

 

I rimedi floreali che maggiormente vengono usati in una terapia di tipo superficiale sono:

 

Cherry Plum: utilizzato in situazioni particolari in cui il sintomo prurito è molto evidente; il soggetto dimostra estremo nervosismo, scatti improvvisi della pelle e anche del corpo. Di solito le patologie cutanee sono violente con gravi autolesionismi. Porta serenità e calma e da tempo alle ferite di asciugarsi.

 

Crab Apple: è il fiore della purificazione, per quei soggetti che si sentono “sporchi, contaminati “; viene usato per quei pazienti che si leccano in continuamente, senza però arrivare a delle gravi lesioni, più semplicemente come aiuto per una terapia disintossicante.

 

Impatiens: anche in questo caso il nervosismo, anche nei confronti di chi è vicino, e il prurito sono i sintomi principali per utilizzare questo rimedio floreale; sono presenti anche impulsività e avversione alla compagnia. L’aspetto riequilibrato consiste in una sensazione di calma e pazienza ( che la terapia faccia effetto )

 

In ordine di gravità, segue brevemente la descrizione di altri tre fiori che possono venire usati in caso di patologia cronica, soprattutto quando il soggetto è stato a lungo sottoposto a terapie soppressive con ( come di solito avviene ) andamento altalenante. La diagnosi differenziale può apparire un po’ confusa a chi non è avvezzo all’uso della floriterapia, ma con l’esperienza e con la kinesiologia si possono cogliere anche sfumature molto sottili.

 

Elm: Il soggetto presenta scarsa reattività generale; si sente scoraggiato e contemporaneamente, poiché da tempo i proprietari si occupano assiduamente di lui, inadeguati e incapaci di reagire; il peso da sopportare è veramente grande. Questo rimedio da coraggio per affrontare ancora delle sfide ( terapeutiche ) e stimola il soggetto a reagire.

 

Gentian: La depressione è inevitabilmente legata alla malattia ( diagnosi differenziale con Mustardla cui depressione è di origine sconosciuta ). La cronicità incomincia ad influire anche psicologicamente e il soggetto presenta melanconia e facilmente apatico.

 

La visita in ambulatorio riesce comunque ad incuriosirlo ancora, dove manifesta una certa intraprendenza. Speranza e fiducia di poter guarire sono gli aspetti positivi di questo fiore.

Gorse: siamo allo stadio finale; niente lo scuote e la disperazione e la rassegnazione di non guarire sono gli aspetti negativi di questo fiore. Viene usato soprattutto se la componente emotiva di rassegnazione dei proprietari può influire sull’esito della terapia. L’accettazione del momento e delle avversità permettono al terapeuta di avere ancora un possibilità.

Agire più in profondità significa prendere in considerazione anche quegli aspetti emozionali che di più appartengono al soggetto; l’atteggiamento nei confronti della vita e delle situazioni in generale. E’ necessario repertorizzare il soggetto per poter cogliere anche quegli aspetti che non sono immediatamente visibili.

 

Agrimony: si può considerare questo fiore come un rimedio psorico, esemplificazione di una psora secondaria che manifesta il suo conflitto interiore attraverso i sintomi cutanei.

 

Abbiamo di fronte un animale buono, tranquillo, disponibile anche ad accettare cambiamenti dell’ambiente circostante; ma tutto ciò avviene solo in apparenza.Se prendiamo l’esempio del nuovo arrivato e dello stress collegato al cibo, possiamo dire che in un soggetto Agrimony le “ tossine “ emozionali che quotidianamente entrano attraverso l’apparato gastroenterico manifestano abbastanza rapidamente i loro effetti.

 

Se in Crab Apple l’azione meccanica del leccamento ripetuto non arrivava alla pelle, fermandosi solo a livello di pelo, in Agrimony iniziano a manifestarsi le prime lesioni.

 

Il “ prurito interno “ si manifesta all’esterno progressivamente, nel tempo, senza acuzie; nel soggetto non c’è un cambiamento emozionale perché comunque tutto va bene e anche se il nuovo arrivato non è gradito, Agrimony decide di accettarlo ugualmente, senza manifestare alcune emozione.

 

Oltre al prurito con dermatiti di vario grado, comunque mai molto gravi, può essere presente anche la diarrea, costante od episodica.

 

Centaury: è utile ricordare che in una terapia a base di fiori di Bach è possibile usare più rimedi insieme ( di solito massimo 3 - 4 ) per affrontare una patologia che può coinvolgere più aspetti emozionali negativi.

 

Nel caso di Centaury è più importante sottolineare l’aspetto comportamentale che l’eventuale presenza di sintomi fisici, che comunque ne saranno una conseguenza.

 

Il soggetto è sottomesso e la sua reazione normale è la fuga; reagisce alle nuove situazioni in maniera sifilitica, senza affrontare i problemi. E’ una vittima.

 

Water violet: possiamo evidenziare ancora le modalità sifilitiche in questo fiore in cui l’isolamento e la separazione dagli altri sono le caratteristiche principali.

 

Anche in questo caso l’animale evita il confronto, anche se l’atteggiamento di base è esattamente l’opposto: la superiorità.

Non è un soggetto pauroso, né aggressivo; è molto equilibrato. La distanza dal resto del mondo viene presa proprio affinché questo equilibrio non venga turbato da niente e da nessuno.

Ora passiamo ad esaminare ancora due fiori che per le loro peculiarità possono essere inquadrati in una modalità reattiva di tipo sicotico.

 

Holly: L’animale è aggressivo verso gli altri con voglia di vendetta; è geloso e irritabile e difende il suo spazio vitale. Anche le manifestazioni fisiche sono acute ed intense. Questo fiore calma il “ fuoco “ delle lesioni cutanee in un soggetto violento.

 

Vine: il tiranno sicuro di sé, prepotente nei confronti degli altri animali della famiglia. Anche lui presenta un temperamento violento ed intollerante. Dall’intolleranza emotiva all’intolleranza alimentare il passo è breve. Sono animali che non accettano compromessi perché sono loro che fanno le regole del gioco. Non accettano estranei nel loro territori perché loro sono i padroni.

 

E per concludere questa breve esposizione su alcuni dei rimedi floreali che possono essere presi in considerazione nel caso di allergie alimentari citiamo Walnut e Star of Bethlem, due fiori che entrano a far parte molto spesso nella prima fase di una floriterapia.

 

Walnut: quante volte ci è capitato che il cibo che noi decidiamo improvvisamente di dare al nostro amico a quattro zampe gli provochi reazioni esonerative anche violente.

 

Noi veterinari consigliamo sempre di cambiare alimentazione gradualmente in modo che l’animale si adatti un po’ per volta ai nuovi ingredienti.

 

Walnut è, per l’appunto il fiore per l’adattamento; aiuta a cambiare abitudini e facilita il passaggio da una alimentazione ad un altra.

 

Star of Bethlem: porta la luce dove e scesa l’oscurità. In ogni situazione in cui uno shock emotivo può essere causa di patologia. Quando si riesce a capire che nella storia del soggetto è presente un qualunque evento traumatico legato al cibo oppure quando la visita ambulatoriale diventa un evento che turba il nostro amico profondamente o ancora il distacco dalla madre è stato troppo precoce, perché questo fiore riesce anche ad agire su traumi emotivi molto lontani nel tempo.

 

Conclusioni

 

Il medico veterinario che decide di utilizzare la medicina non convenzionale come unica scelta terapeutica possibile , mantenendo i farmaci allopatici solo come salvavita, si trova tantissime volte davanti a situazioni confuse e difficilmente approcciabili nel senso dell’omeopatia unicista. Sia la metodica Kinesiologica con la sua enorme quantità di informazioni e spunti, sia l’omotossicologia e la floriterapia riescono ad ovviare a questi inconvenienti , aiutando il paziente a risolvere la sua patologia secondo le leggi di natura.

 

 

Ringrazio di cuore la collega Roberta Benini per la preziosa collaborazione.

 

 

 

Bibliografia

 

  1. Hahnemann S. ORGANON Edizioni SARVA Imola1991 - 119 -

  2. G. Arena : Ecologia clinica ed intolleranze alimentari Med. Biol. n°3 / 95

  3. Hahnemann S. : Le malattie croniche Napoli 1987 - 156 -

  4. Ibanez M.A. Insufficienza epatica funzionale: ipotesi di eziopatologia e possibilità terapeutiche Med. Biol. n° 1 / 97

  5. Burigana F. Stefani R.P. CHINESIOLOGIA Xenia ed.Milano 1998 - 58,151 -

 

La medicina biologica gennaio - febbraio 2001