Recensioni libro "Amici fino in fondo"

Amici fino in fondo, edito da Terra Nuova Edizioni (9 euro) è un libro da leggere con molta attenzione. L’autore è Stefano Cattinelli, medico veterinario omeopata.

Rappresenta un momento di riflessione sul tema della morte degli animali. L’autore è convinto che possa esserci un mondo migliore anche per loro. Ne ha talmente tanto rispetto che intenzionalmente sostituisce nella stesura i pronomi personali lui-lei-loro invece di esso-essa-essi per indicare gli animali in segno di rispetto nei loro confronti.

Pagine intrise di spiritualità perché esiste anche un altro modo di vivere la morte del proprio animale. Avete sentito bene. Quando non c’è più nulla da fare esiste un’alternativa alla “puntura”. Da cuore a cuore. Siamo pronti per mettere in atto una rivoluzione. Io ci sto. E voi?

È una rivoluzione del pensiero. In carne ed ossa. E come tutte le rivoluzioni anche questa ha un punto di partenza. È una scelta difficile perché è necessario accettare interiormente la morte come un evento naturale. Come la vita. Perché morte e nascita fanno parte dello stesso divenire dell’esistenza e sono un’opportunità di crescita.

Poi dobbiamo immedesimarci nell’animale e provare a percepire il suo mondo.

Restare uniti nella decisione e vivere fino in fondo questa esperienza di accompagnamento dell’animale fino al suo ultimo respiro.

A mio avviso questo è un libro “rivoluzionario”. A fine lettura proverete una sensazione di crescita interiore. La sofferenza fa parte della vita quindi bisogna accettare di viverla con serenità e non allontanarla. Morire naturalmente sarà come salire una scala fino al cielo. Anzi una scala per due.

E’ difficile per la società occidentale pensare alla morte con serenità d’animo perché siamo abituati a valutare l’argomento con egoismo e a mettere in atto meccanismi di difesa. Ma provate a pensare. Il vostro cane accetterebbe di buon grado di ricevere una puntura per morire? Sono sicura di no. Che cosa sceglierebbe? Come si comportano gli animali selvatici?

In fondo c’è un tempo per morire e morire richiede “tempo”, così come nascere. Una morte serena quindi ha bisogno di tempo. Ed esiste un momento preciso in cui l’animale decide di morire e quel momento coincide con il nostro volerlo lasciare andare. Ci vuole “pazienza”, quindi, e tempo”. Il tempo “esteriore” deve essere sostituito con il tempo “interiore” che non è altro che il percorso che l’animale deve compiere per uscire dal nostro campo emozionale perché la separazione deve avvenire in modo “fluido”, cioè privo di “resistenze”.

Cattinelli con questo libro, oltre a compiere una rivoluzione, ci insegna ad accettare il dolore, la morte, la perdita. Come gestire lo spazio vuoto e acquisire consapevolezza.

L’eutanasia non è l’unico rimedio. Esistono alternative.

Questo libro è destinato a tutti gli amici degli animali domestici. Ne consiglio vivamente la lettura perché dona serenità. Dopo non saremo più gli stessi. Ci sentiremo spiritualmente più ricchi. Avremo capito che la morte (anche quella degli animali) è semplicemente un distacco da vivere con consapevolezza e maturità, una fluida successione inevitabile. E sarà il nostro ultimo atto d’amore nei confronti del nostro animale. Lasciarlo andare.

Il libro si conclude con due esercizi di meditazione e qualche consiglio pratico. Ho inserito qualche appunto tra quelle pagine…

Recensione a cura di Stefania Cadario  Il cane con la valigia

19/08/2017

Amici fino in fondo è un libro che cattura l’attenzione.
Innanzi tutto per l’illustrazione in copertina: una gatta gigante blu a fiori, un prato, una luna calante, delle stelle in un cielo rosa-violaceo.
Si fa notte. E la gatta sorride.

 

E poi per il sottotitolo: “Riflessioni e consigli di un veterinario per accompagnare i nostri amici a quattro zampe negli ultimi giorni di vita”.

È un libro che ha un peso, lo senti subito. Di quelli che difficilmente ti lasciano uguale a prima.

Ci sono in ballo l’amicizia e la morte. E una domanda: saremo capaci noi – veterinari, proprietari, amanti degli animali – di essere per loro davvero Amici fino in fondo?

La prima volta che me lo sono trovata tra le mani, anni fa, attratta dalla copertina, ne ho lette poche righe, ma l’ho richiuso subito. “Tanto non mi riguarda” ho pensato, e ho ricacciato indietro due lacrime. Allora il mio gatto era ancora giovane, e io poco incline a pensieri di questo genere.

Anni dopo – qualche mese fa – mi sono di nuovo imbattuta in questo testo. C’è chi dice che sono i libri a trovarti, quando è il momento giusto.Il mio gatto ormai aveva sedici anni. Stava bene, è vero, ma per quanto avrei potuto ancora far finta di niente?

 

Amici fino in fondo è un testo delicato, commovente, profondo.

L’autore è un veterinario che porta a sostegno dei suoi ragionamenti una casistica ampia, costruitasi in anni di esperienza. Ma è soprattutto un uomo che, davanti al tema della cura e della morte, offre una sua risposta alternativa, piena di buonsenso e di logica, mai dogmatica né perentoria.

L’autore sostiene che è possibile accompagnare gli animali verso una morte serena e naturale, senza il ricorso all’eutanasia. Il suo, però, non è un pamphlet polemico. È semplicemente un testo che vuole offrire un punto di vista diverso. C’è sempre tempo per ricorrere all’eutanasia, quando dovesse essere inevitabile. Prima però vale la pena vagliare un’altra possibilità: quella dell’accompagnamento.

 

La morte è un processo naturale e gli animali, in molti casi, sanno come prepararsi e sembrano disporre di risorse contro il dolore fisico. Essi, inoltre, a differenza nostra, non si avvicinano alla morte con lo stesso carico di paure, ideologie, giudizi o pregiudizi. Essi sopportano il disagio e la malattia come parti della vita.

 

Provare a entrare in contatto anche noi umani con la naturalezza di questo passaggio è una grande prova di amore nei confronti dei nostri animali e una profonda esperienza esistenziale.

 

Amici fino in fondo non è un testo facile, perché ci mette davanti al dolore e alla responsabilità di

una scelta che non riguarda noi personalmente. Ma è un testo pieno di amore, che mostra come

sia possibile accostarsi alla morte dei nostri animali con serenità e come un’esperienza di morte

vissuta così da vicino ci metta più pienamente in contatto con il senso della vita.

 

Il mio gatto si è addormentato a luglio, in maniera naturale, senza soffrire, dopo un mese e mezzo

di malattia.

Era a casa sua, nel luogo che aveva scelto, tra i suoi oggetti e alla mia presenza.

Non ci siamo mai amati tanto, come in quegli ultimi giorni.

 

Stefania Giudici

18 ottobre 2016