L'accompagnamento empatico: con il cane fino alla fine

L'accompagnamento empatico è un tema molto delicato.

Una domanda che mi pongo da sempre è questa: può un cane anziano

o malato concludere la propria esistenza, senza soffrire, avvolto

completamente  dall’Amore di chi lo ha amato in vita?

Sono perfettamente consapevole che sto affrontando una questione

che per la maggior parte delle persone appare astratta e di difficile

comprensione, anche perché nella nostra quotidianità si fa di tutto

per non affrontarla e spesso addirittura neppure se ne vuol parlare.

Tuttavia la questione, per quanto si voglia tenere lontano il

pensiero, non solo esiste, ma è anche parte integrante della relazione

che abbiamo con il nostro cane.

Ed è proprio un legame quello che costruiamo con il nostro cane

giorno dopo giorno, grazie alla quotidiana condivisione emozionale e a

tutte le attività e ai progetti di vita in cui lo coinvolgiamo. Questa relazione

esiste nella sua finitezza, proprio perché ha un inizio ed una fine.

Se vi chiedessi com’è cominciata la relazione col vostro cane, ognuno di voi saprebbe perfettamente come rispondermi e anch’io vi racconterei com’è cominciata per me. Per arrivare senza premesse o esitazioni all’essenza del nostro rapporto potremmo dire che è stato un impulso di Amore che ci ha fatto incontrare.

 

Ebbene se la relazione nasce attraverso un impulso di Amore… come pensiamo che dovrebbe concludersi?

 

Io e il mio cane: una relazione che inizia con l'amore

La risposta a questa domanda è proprio il punto centrale della questione, quello che dà l’avvio alle seguenti riflessioni.
Sono più che convinto che per affrontare questo tema sia fondamentale avere una buona chiarezza e lucidità di pensiero, soprattutto perché ben comprendo come un simile argomento  possa influire anche piuttosto intensamente  sulle emozioni di ognuno di noi.

Dicevamo dunque: la relazione con il nostro cane inizia seguendo una frequenza di Amore.

La scintilla che si accende nel nostro cuore ci consente di esperire emozioni molto profonde che, a detta di molti, difficilmente riusciamo a raggiungere nella relazione con gli altri esseri umani. La relazione con il cane inizia dal momento in cui noi iniziamo a vibrare della frequenza dell’Amore.

Questo Amore è vivo, vitale e si rinnova ogni volta che il nostro sguardo si rivolge a lui, ogni volta che lo chiamiamo o che lui ci cerca e ci chiama a suo modo. Decine e decine di volte al giorno per tutti i giorni della settimana, del mese e dell’anno, per quattordici-quindici anni e molte volte anche di più. Spesso accade che questo Amore non ce la fa proprio a rimanere chiuso esclusivamente all’interno della relazione cha abbiamo con il nostro cane.

Ecco dunque che, seguendo una fluidità e una naturalezza che gli è propria, questo Amore inizia a fecondare la vita stessa delle persone. Entra a tal punto nella loro vita che inizia a permearne i pensieri e le azioni e le persone iniziano a pensare che se vogliono amarsi, se vogliono permettersi che questo Amore pervada anche la loro vita lavorativa, devono per forza scegliere un tipo di mestiere che possono amare. Con il quale possono avere una relazione d’Amore.

 

L'amore per il mio cane, l'amore per me stesso

Quale miglior occasione allora di fondere l’Amore che ho per il mio cane con l’Amore che ho per me stesso nel momento in cui scelgo di fare un mestiere che mi piace e che faccio volentieri? La scintilla, nata dall’incontro con il proprio cane, divampa allora in un fuoco, in una passione. Diventa un tramite, uno strumento attraverso il quale può risuonare  una Forza molto più grande dell’essere umano stesso. Una Forza che va oltre il nostro confine, tant’è che la vedo presente anche nel mio cane!

Lui mi ama ed io lo amo. Riconoscere i bisogni del proprio cane è un atto d’Amore nei suoi confronti. Come riconoscere i propri bisogni è un atto di Amore nei confronti di se stessi. Ed infine anche insegnare ad un’altra persona a riconoscere i bisogni del suo cane è un atto d’Amore, nei confronti dell’umanità intera. Il fuoco si trasforma in un incendio.

E poi… poi che accade?

Accade che colui che ha messo in moto tutto questo, il mio cane che è stato la scintilla, il fuoco e l’incendio, quando sta finendo il suo ciclo naturale e ha bisogno della mia presenza, della mia essenza, di tutto me stesso… Accade che, normalmente, un Medico Veterinario che lui ha visto solo saltuariamente, che certo non è il suo punto di riferimento esistenziale, colui al quale lui ha dedicato tutta la sua esistenza, con un'iniezione mette fine alla sua vita. Io mi sono sempre chiesto: dov’è finito l’Amore in tutto questo? Vedo la sofferenza umana, vedo la paura della morte, vedo una eventuale sofferenza animale non gestita dai farmaci, vedo la confusione tra l’accanimento e il lasciare andare, vedo spesso la fretta, vedo il farsi condurre dagli altri, vedo il non voler superare i propri limiti, vedo la speranza confusa con la non presenza, vedo la separazione, vedo il dolore umano non sostenuto, vedo la paura del proprio dolore…

 

L'accompagnamento empatico 

In vent’anni ho visto moltissime esperienze di non Amore. Ecco perché durante tutti questi anni ho sentito la necessità di esplorare questo argomento così complesso, l’ho fatto anche attraverso la scrittura tre libri, ho scelto che per tutti, per il cane, per la persona e, non ultimo, per me stesso era più giusto vivificare quell’Amore che ci ha fatto incontrare, piuttosto che ucciderlo insieme all’animale. Accompagnare empaticamente il proprio cane alla fine della vita non è molto diverso dal mettersi in gioco quando abbiamo deciso che con lui e grazie a lui potevamo trasformare il nostro legame in una relazione di valore.

È sempre l’Amore che guida. E come accade per tutte le esperienze nuove, quelle che ancora non si conoscono, anche questa conviene impararla per tempo. Ci sono strumenti interiori ed esteriori che conviene conoscere e alimentare, altrimenti si rischia di perdere una occasione che per sua natura non si ripeterà più. Nell’ultimo periodo della sua vita è il cane che ha bisogno di noi. Prima eravamo noi che avevamo bisogno di lui. L’Amore, per sua natura, ha bisogno di fluire

Sempre, dall’inizio alla fine.

"È nella separazione che si sente e si capisce la forza con cui si ama"

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Artciolo scritto sul Blog del Gruppo Editoriale Macro, settembre '16

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dell'Anima-le alla fine della vita 

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